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lunedì 1 febbraio 2016

31.01.2016 – Sciata al Tonale

In settimana non sono andato a sciare perché ho avuto impegni ma soprattutto per il grande caldo visto il periodo.
Stamattina non possiamo mancare anche perché mio figlio chi lo sente, le temperature sono ancora troppo alte, anche se un pelo meglio dei giorni scorsi.
Di mattina la neve è ancora bella, tiene il giusto, ma già verso le 12 iniziano i primi cumuli. Da una parte ci divertiamo, perché la pista così è sempre divertente, dall’altro si fa una fatica immensa e ancora non siamo abituati.
Immancabile, la solita signora su di età e ance tracagnotta che sulla corno d’aola, mi è venuta a sbattere sulle code, mi ha preso l’attacco dello sci dx in pieno, si è staccato lo sci e son caduto, ma dico, se non sapete sciare non fate le piste nere e che cavolo!! Comunque ho preso una leggera botta al ginocchio destro ma niente di grave.
Finalmente abbiamo potuto sciare sulla Temù, e devo dire che la neve era molto bella nonostante il caldo, sempre ghiacciata e tiene bene.

Totale dislivello: 9847 metri e 58 km di piste.

lunedì 25 gennaio 2016

24.01.2016 – Sciata al Tonale

Oggi a sciare è venuta con noi anche la Susy, giornata fantastica, peccato solo che le temperature siano salite di almeno 8/10 gradi, incredibile.
Cominciamo col portare Susy a sciare sulla Contrabbandieri e sulla Tonale Occidentale che non l’aveva mai fatta, poi siamo andati sul Ghiacciaio che è sempre uno spettacolo e siamo scesi dalla Paradiso che finalmente è aperta, ma ragazzi voi che leggete non ci andate, è piena di sassi e nella parte bassa ha neve che ghiacciata è dire poco.
A fine giornata siamo andati a Ponte e la neve era davvero fantastica, ghiacciata al punto giusto, poi siamo andati via alle 17 alla chiusura degli impianti, e visto il traffico ci siamo fermati a mangiare a Malonno e poi abbiamo fatto rientro a casa.

Totale dislivello: 7332 metri e 50 km di piste.

giovedì 21 gennaio 2016

21.01.2016 – Sciata al Tonale

Ancora tanto freddo stamattina a Ponte -8°C e -13°C al Tonale però rispetto a domenica tanto sole e niente vento, tanto che le temperature non sembravano quelle soprattutto quando il sole ha cominciato a scaldare.
La neve era spettacolare, piste ghiacciate al punto giusto e c’è scappata anche la cioccolata calda con panna al rifugio con tanto di momento tintarella.
Ho fatto il record come dislivello stagionale e ho sciato alla grande. Mi sono fatto anche un video selfie sulla pista contrabbandieri che poi ho postato su face book!!

Totale dislivello: 8502 metri e 58 km di piste.

domenica 17 gennaio 2016

17.01.2016 – Sciata al Tonale

Un freddo esagerato stamattina al Tonale, -6°C a Ponte, -13°C al Tonale e -21°C sul Presena, ma oltre a tutto questo, un vento a tratti forte, glaciale, che faceva percepire almeno 7-8°C in meno.
La neve era molto bella, peccato che era poca perché quando c’è neve caduta da poco con queste temperature diventa fantastica.
Unica nota negativa è la troppa gente, ance perché col vento, tutti, cercavano di sciare sulle piste più coperte.
Dimenticavo, paradiso ancora chiusa, anche se una discesa l’ho fatta, era spettacolare, però dopo il lungo muro c’era una gobba di neve artificiale in mezzo alla pista tutta ghiacciata, lastrata.

Totale dislivello: 7318 metri e 48 km di piste.

martedì 12 gennaio 2016

12.01.2016 – Sciata al Tonale

Ieri ha nevicato a palla e oggi la neve era veramente uno spettacolo. Talmente la neve che c’era che il ghiacciaio era chiuso, hanno avuto bisogno di fare manutenzione prima di aprire, ma poi alle 10:00 quando abbiamo avuto l’ok, signori, c’è stato spettacolo!!
Sono stato li ad aspettare e sono salito insieme ai primi, abbiamo fatto almeno 5-6 discese buone dove era tutto immacolato e la neve era fantastica. Alcuni hanno fatto il cantiere, volevo accodarmi anche io, ma avevo il timore che in fondo la neve fosse poco e non mi andava di camminare o di beccare sassi sotto gli sci.
Poi quando sono andato via che sono sceso dalla paradiso che era chiusa, dalla marea di neve che c’era fino in basso, ho capito che forse il cantiere si poteva fare, peccato se ne riparla alla prossima.

Totale dislivello: 7700 metri e 51 km di piste.

domenica 10 gennaio 2016

10.01.2016 – Sciata al Tonale

Vista la nevicata di ieri e della notte stamattina abbiamo trovato neve fresca, 10 cm a Ponte e Temù, 20 cm al Tonale e almeno 30 sul ghiacciaio, ma su quest’ultimo la qualità della neve era davvero eccezionale.
Peccato solo perché c’era nebbia a tratti e abbiamo passato la giornata spostandoci da una pista all’altra per cercare di evitarla.
Nella notte e domani sono previste altre nevicate, speriamo bene perché martedì salirò su di nuovo.

Totale dislivello: 5523 metri e 31 km di piste.

giovedì 7 gennaio 2016

06.01.2016 – Sciata al Tonale

Finalmente è arrivato il primo giorno di sci e come al solito andiamo al Tonale. Il tempo di fare gli stagionali e partiamo.
La giornata è fredda e il cielo è limpidissimo, peccato solo per la poca neve, praticamente tutta artificiale, che poi è il motivo per il quale fino ad ora non avevamo ancora iniziato.
Non è ancora aperta la paradiso, parte del ghiacciaio, la nera di Temù, la cadi Carosello, insomma le piste più belle e difficili sono tutte chiuse, per non parlare dei fuoripista, i sono a malapena 5 cm di neve.
La cosa bella è la nuova cabinovia sul Presena, arriva su in alto, dove si scollinava per fare il giro del Pisgana, adesso abbiamo da fare un po’ di fatica in meno e da lassù di gode di un panorama spettacolare.
Abbiamo sciato fino alle 15:00, con calma, giusto per riprendere il ritmo e con le gambe molto doloranti. Ho iniziato con i nuovi scarponi, SCARPA modello SPIRIT RS, scarpone da alpinismo ma che si adatta molto bene in pista. Ovviamente in pista perdo qualcosa, quando si va forte si sente che il piede dentro non è proprio fermo, però in compenso per lo skialp-freeride è più leggero e molto comodo, direi il giusto compromesso, anzi a dire il vero l’ho trovato molto meglio di quel che pensavo.
Totale dislivello: 6566 metri e 44 km di piste.

martedì 29 dicembre 2015

29.12.2015 – Escursione – Portole – Punta Almana – Croce di Pezzolo - Portole

Siamo partiti alle ore 09:00, temperatura di -3°C, sereno.
Siamo partiti io e mia figlia Anna da casa alle ore 09:00 la temperatura era di -3°C, e alle 10:00 precise eravamo pronti a cominciare l’escursione a Portole frazione di Sale Marasino.
Parcheggiamo accanto alla trattoria e prendiamo direzione a sinistra per la forcella di sale, ricordo bene questo percorso perché anni fa ho partecipato alla gara podistica di montagna Proai-Golem e si passava di qua. Comunque la forcella di sale è un tratto di un paio di km molto ripido con colata di cemento per evitare di scivolare, poi al bivio non proseguiamo per la croce di Marone ma prendiamo direzione Punta Almana.
Entriamo in un bosco di pini molto bello e la salita fino a sopra non è mai dura. Arriviamo alla croce dove c’è già molta gente, mangiamo qualcosa facciamo qualche foto (la vista sul lago D’Iseo è splendida) e scendiamo dal lato apposto.
Arrivati alla croce di Pezzoro al posto di scendere a destra, abbiamo allungato la strada andando dritti e proseguendo il sentiero 3V, poi abbiamo girato a destra e fatto una carrozzabile, un bosco ancora e poi giù per una carrozzabile in discesa al 35% di pendenza fino a sbucare di nuovo alla trattoria ma dall’altro lato.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 12,06 – Tempo 4h13’48” – dislivello 980 mt.

venerdì 25 dicembre 2015

23.12.2015 – Escursione con ferrata – Piani dei Resinelli – Rifugio Porta – Grigna Meridionale

Siamo partiti alle ore 10:00, temperatura di 5°C, nuvoloso.
Un mal di gola forte e insistente che non passava con nulla mi ha costretto a fare un ciclo di antibiotici di 6 giorni anche se febbre non ne avevo ma visto che dopo due giorni di Oki il dottore ha deciso così, e allora appena ho finito il giorno dopo mi sono dato subito da fare, anche se lo so, direte che dovevo starmene al caldo ancora per qualche giorno, ma per me stare senza far nulla è un po’ come morire.
Finalmente vado a fare il giro della Grigna, la grignetta con precisione, quella meridionale in quel di Lecco. Partiamo poco dopo le 08:00 io e mio figlio Pasqui e qualche minuto prima delle 10:00 siamo ai Piani dei Resinelli 1250 mt. pronti a partire.
Il cielo è molto nuvoloso e minaccia pioggia, ma le previsioni davano sole e nuvole e niente pioggia. La prima parte fino al rifugio Porta 1450 mt. circa, è molto semplice, prima su asfalto e poi su sentiero bello ampio e semplice, poi la strada inizia ad aumentare di pendenza, fino a circa 1750 mt. di quota quando cominciamo ad incontrare i primi tratti attrezzati, niente di che, ci agganciamo lo stesso visto che abbiamo l’attrezzatura, ma non sono mai verticali, mai difficili, anzi si sale bene anche appigliandosi alle rocce senza toccare le catene.
Inizia un su è giù con tratti attrezzati, in un paesaggio di rocce e pilastri che emergono dalla montagna davvero caratteristici, con sullo sfondo il lago di Como che da quassù è splendido! Poco sopra i 2000 mt. c’è nebbia e siccome Pasqui è già abbastanza stanco, tagliamo la deviazione che ci porta ad arrivare alla vetta da dietro, per intenderci dalla parte di Monte Campione, e proseguiamo il nostro sentiero. All’ultimo tratto dal bivio incrociamo una coppia di ragazzi e facciamo l’ultimo pezzo insieme fino alla vetta della Grigna Meridionale 2180 mt.. Il paesaggio è surreale, rocce e nebbia, facciamo qualche foto accanto alla croce e in parte c’è un bivacco simile ad una navicella spaziale ufo, molto bello e dentro molto accogliente!!
Cominciamo la discesa, scendendo però dal lato apposto, fino ad incrociare il sentiero nr.6 carrabile che ci riporta al parcheggio dove siamo partiti.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 7,16 – Tempo 5h23’31” – dislivello 920 mt. – ferrata a tratti sia in salita che in discesa

domenica 13 dicembre 2015

12.12.2015 – Escursione – Toline – corna Trentapassi

Siamo partiti alle ore 09:00, temperatura di 1°C, sereno.
Stamattina insieme a mia figlia Anna dovevamo fera la ferrata sulla corna Trentapassi con partenza da Toline, ma subito alla partenza abbiamo sbagliato sentiero, perché c’era un bivio e letto che dritto portava alla corna Trentapassi non ho fatto caso all’altro che indicava sempre corna Trentapassi percorso difficile.
Comunque sia il percorso è stato molto bello, a tratti ripido e impegnativo e comunque quando siamo arrivati in vetta il panorama ci ha ripagato di tutta la fatica fatta. Il ritorno l’abbiamo fatto sfruttando il sentiero 205 che è meno ripido ma ovviamente più lungo, tutto sommato bel giro e alla prossima occasione faremo la ferrata.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 12,40 – Tempo 5h14’38” – dislivello 1133 mt.

mercoledì 9 dicembre 2015

08.12.2015 – Ferrata Casto

Sono partito alle ore 08.40, temperatura di 4°C, sereno.
Ho portato mia figlia Anna a Casto a fare la sua prima ferrata, la stretta di Luino, che per chi non la conosce si tratta di una percorso stile grotta ma a cielo aperto con ruscello sotto e acqua che scende da tutte le parti, ambiente molto umido e ferrata che procede sempre trasversalmente e che fa un leggero su e giù di pochi metri.
Arriviamo sul posto mettiamo gli imbraghi e poco prima delle 10:00 partiamo. Facciamo il sentiero e arriviamo nei pressi della grotta, faccio una piccola ferrata di riscaldamento per mostrare a lei che ha appena compiuto 10 anni come si sale e poi iniziamo il nostro percorso.
Il tempo di spiegargli la tecnica di base e partiamo. Anna si è dimostrata davvero brava, non ha mai avuto bisogno di aiuto e nei pochi momenti di difficoltà io che ero sempre vicino gli ho spiegato quello che doveva fare ed è riuscita a risolvere il problema da sola, davvero tanti complimenti!!
Il percorso che per farlo ci vuole poco più di un’ora è stato completato in poco meno di due ore. Poi abbiamo risalito il pendio su sentiero e siamo sbucati giù dietro la ferrata nr.1. Successivamente ho scalato la nr.12 bis percorrendo poi il ponte tibetano e scendendo dalla scala fatta di corde.
Riepilogo della seduta:
Tot. Non ho attivato il sistema GPS

domenica 6 dicembre 2015

06.12.2015 – Ferrata Corno Medale

Sono partito alle ore 07.30, temperatura di 4°C, sereno.
Appuntamento con il mio nuovo amico Daniel a Lecco in Via San Martino, luogo di parcheggio auto e di partenza della ferrata. Arrivo 10’ in anticipo che mi servono per trovare il parcheggio visto che è tutto pieno. Il tempo della conoscenza e dei saluti e si parte. La ferrata parte ancora su asfalto e dopo poche rampe veramente in piedi arriviamo sullo sterrato e in 15/20 minuti siamo già all’attacco.
La recensione la dava con una difficoltà interessante e una partenza subito in verticale e dura fino alla metà per poi diventare più semplice, ma da quello che vedo mi rendo subito conto che verticale non è, tantomeno dura perché nella parete vedo tanti appigli, va bene poco male, indossiamo l’attrezzatura e si parte.
La ferrata è bella per carità, ma le prime impressioni erano giuste, la parete non è mai verticale, e in quei pochi tratti dove è veramente verticale, le staffe abbondano, togliendo il gusto della fatica. Per non annoiarmi resto agganciato al cavo in sicurezza, ma salgo cercando appigli ovunque, in parte alla catena, senza quasi mai farne uso, la parete poi è esposta a sud e il sole ci fa sentire la sua forza nonostante siamo a dicembre.
La seconda parte è davvero più semplice, siamo su roccette facili di I-II grado UIAA niente di più e in breve siamo in cima. Comunque sia è sempre un gran divertimento, bel panorama, bella compagnia, ci cambiamo, il tempo di qualche foto, si mangia e cominciamo la discesa e poco prima delle 13 sono già in ripartenza verso casa.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 4,70 – dislivello 661 mt. – solo ferrata 400 mt.

martedì 1 dicembre 2015

01.12.2015 – Corsa, Lento

Sono partito alle ore 09:40, temperatura di 5°C, sereno.
Dovevo andare a fare ferrate a Casto da solo , ma stamattina mi sono svegliato e non ne avevo più tanta voglia e allora ho pensato di andare a correre, anche se è un mese che no ci ero più andato. Tanto di ferrate non credo ne farò più per il momento visto il freddo e visto che domenica probabilmente comincerà la mia stagione sciistica.
Sono partito molto tranquillo, ho cercato di fare un ritmo che mi impegnasse poco, giusto per il gusto di correre e di fare almeno un’ora. Dopo i 12k ho cominciato a sentire la fatica e ho deciso di rientrare. La corsa è sempre bella, poi con queste temperature che non si suda tanto mi piace molto di più
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 13,96 – Tempo 1h06’53” – media 4’48” Km/h”

venerdì 27 novembre 2015

26.11.2015 – Ferrata Che Guevara

Sono partito alle ore 07.00, temperatura di 0°C, sereno.
Appuntamento con Vittorio al parcheggio della Decathlon sulla tangenziale poco prima di Brescia. Parcheggiamo un auto e partiamo in direzione Pietramurata frazione di Dro a pochi km da Trento.
Arriviamo sul posto, un caffè veloce e si parte, sono le 9:50. Il meteo dava leggere velature fino alle 11 poi sole, invece il cielo è coperto e tira un vento freddo. Partiamo da quota 230 mt. Già ai 350 mt. incontriamo il cartello della ferrata con il primo tratto di cavi. Mettiamo su l’attrezzatura e si parte.
La ferrata è molto semplice tecnicamente, mai troppo esposta ma i tratti di cavo si susseguono quasi continui e dove non ci sono, la parete è sempre di I°/II° arrampica bile, quindi non c’è mai riposo, si sale a gradoni. Il vento è davvero freddo e intenso e la temperatura è di qualche grado sotto lo zero. Intorno ai 1250 mt. di quota incontriamo un urna col libro di vetta, firmiamo e ripartiamo. Qui la risalita diventa sentiero ma ogni tanto ci sono ancora tratti di cavo e bisogna arrampicarsi. Si inizia a vedere qualche scorcio del lago di Garda, peccato per il tempo nuvoloso. Arriviamo in cima finalmente, molto stanco, questa salita mette veramente a dura prova, perché il dislivello è notevole e non c’è mai un punto di riposo.
Troviamo un bivacco, molto comodo, attrezzato con tavoli e stufa a legna e legna già tagliata, mangiamo e ci cambiamo e iniziamo la lunga discesa verso Sarche da dove prendiamo una strada di campagna che ci riporta verso Pietramurata, l’unica cosa negativa è che siamo costretti a fare un tratto di strada con le auto e i tir che ci passano vicini. Comunque più che ferrata direi che è una bella escursione.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 12,31 – dislivello 1416 mt. – ferrata comincia ai 350 mt. e dura fino in cima ma il cavo non è continuo

22.11.2015 – Ferrata Casto

Sono partito alle ore 08.00, temperatura di 5°C, sereno.
Partiamo io e Pasquale per Casto, abbiamo appuntamento con Anna una nuova amica di Piacenza conosciuta su internet che si arrampica solo in palestra e chiedeva una mano per essere accompagnata e indottrinata sulle ferrate all’esterno.
Ci troviamo sul posto alle 09:15 la temperatura è molto fredda, 1°C, inoltre Casto in mattinata è sempre in ombra e c’è molta umidità. Qualche minuto per fare conoscenza, e partiamo. Ci portiamo nei pressi della ferrata nr.2, spendiamo qualche minuto per le spiegazioni e poi partiamo. La ferrata è breve ma tosta e molto scivolosa, la terminiamo in pochi minuti e scendiamo dal sentiero.
Poi prendiamo direzione verso le ferrate 3 e 4, la parete è abbastanza in piedi ma non si vede molto perché poi ci sono gli alberi che coprono, cominciamo a salire, la parete è davvero molto scivolosa, il cavo va sempre verticale, tranne qualche breve tratto in traverso che ci consente di riposare, la nr.3 è comunque lunghetta, arriviamo su, una 30 di metri di prato e attacchiamo la 4 che sembra breve e invece anche questa è dura e abbastanza lunga. Arriviamo in cima, le due ferrate misurano poco più di 160 mt. di dislivello, davvero notevole, soprattutto perché sono molto toste.
Scendiamo per il sentiero e torniamo al punto di partenza. Risaliamo la strada e facciamo la 12bis che si trova proprio sulla strada, anche questa è molto dura con un piccolo ponte tibetano di 5 metri fatto di una corda sotto e una sopra, poi alla fine scopriamo che per scendere bisogna attraversare un altro ponte tibetano di circa 30 mt. fatto di due corde sotto e due sopra ma molto traballante, poi alla fine c’è una scala fatta con le corde e non conviene agganciarsi perché ogni volta che si va per sganciarsi inizia a girare come una trottola e costringe ad un grosso lavoro con le braccia.
Scendiamo verso la stretta di Luino perché il mio amico Gigi mi aveva detto di provare la ferrata nr.14. Arriviamo ad un punto e la troviamo con accanto la nr.5 che a vederla sembra molto più semplice. Prendiamo la 14 e ragazzi, il tratto finale è davvero in piedi e divertente, anche questa non semplice e lunghetta.
Scendiamo dal sentiero con l’intenzione di andare a fare la nr.1, ma siamo veramente sfiniti, ho le braccia che non reggono più, stessa cosa gli altri e così decidiamo di smettere. La Anna, visto che è la sua prima uscita in ambiente aperto devo dire che è andata davvero molto bene, è preparata fisicamente, assenza assoluta di vertigini, molto determinata, davvero complimenti!!
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 5 ferrate le nr.2-3-4-12bis con ponte tibetano e 14.

giovedì 19 novembre 2015

18.11.2015 – Ferrata Nasego

Siamo partiti alle ore 07.30, temperatura di 9°C, sereno.
Porto mio figlio Pasquale a fare la Nasego, vicino Casto in Valsabbia, il ragazzo dopo la Crench ha voglia di misurarsi con una ferrata più impegnativa e questa rispetto all’altra è molto più impegnativa, a partire dal dislivello che è più del doppio e anche la difficoltà tecnica e l’esposizione, insomma un bel salto.
Arriviamo al parcheggio poco prima delle 09:00, zaini in spalla e si parte, circa mezz’ora e siamo all’attacco della ferrata che è a quota 1015 mt. Fa caldissimo, mio figlio è venuto a mezze maniche e in pantaloni corti, lui ha sempre caldo e ha fatto bene, a me toccherà sudare.
La ferrata è divisa in 5 settori, il primo parte soft, con serie di rocce non verticali poi man mano comincia ad aumentare l’inclinazione però la pendenza e lo sforzo lo si sente si meno perché il cavo va su a zig-zag e si fa meno fatica, poi gli appoggi non mancano mai. Pasquale su questo tratto entra in difficoltà, non si è mai trovato in una parete così dritta, così lunga, e a quest’altezza, tentenna un po’, gli spiego di stare tranquillo, di non farsi prendere dall’ansia, di studiare la parete e di andare su con la velocità che vuole, e piano piano riusciamo a superare questo settore.
Breve cengia erbosa dove lo faccio riposare ci dissetiamo e andiamo ad attaccare il secondo settore. Questo comincia verticale proprio, ma è molto appoggiato e risulta facile da salire, lui tentenna ancora un attimo, ma ben presto, inizia a fare tesoro delle mie direttive e vedo che prende confidenza con la parete e con l’esposizione e inizia ad andare su più velocemente e più sicuro di se, in poco tempo finiamo il settore 2 e andiamo con una certa regolarità anche sul settore 3.
Al settore 4 incontriamo il punto più difficile di tutta la ferrata, un traverso obliquo che sale verso sinistra prima poco appoggiato, poi con qualche piolo e che poi va su verticale ancora per qualche metro, punto che bisogna usare un po’ di forza per superarlo, ma direi che lui ne è uscito alla grande. Poi al quinto settore che non c’erano difficoltà tecniche superiori a quelle che avevamo già incontrato ha sofferto lo sforzo fatto fino a quel punto, come è giusto che sia per chi è alla prima volta con una ferrata così.
Direi che come al solito si è dimostrato tenace, combattivo, forte, bravo Pasquale cresci proprio bene.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 4,35 – dislivello 578 mt. – solo ferrata 415 mt.

17.11.2015 – Ferrata Rino Pisetta

Sono partito alle ore 07.00, temperatura di 8°C, sereno.
Appuntamento con Gigi alla rotatoria nei pressi di Casto alle 08:00, poi partiamo direzione Sarche a circa 10 km da Trento. Parcheggiamo prendiamo in caffè, zaini in spalla e si parte. Siamo a 230 mt. pendiamo un sentiero che ci fa salire fino ai 570 mt. molto pendente e molto franoso. Arriviamo all’attacco della ferrata ci rifocilliamo, ci riposiamo un attimo e indossiamo gli imbrachi, anche oggi sembrava che la temperatura fosse più fresca e invece fa caldo, inoltre la parete è esposta al sole.
La ferrata parte in piedi dritta, sembra non finire, tutta poco appoggiata, bisogna andare su parecchio in aderenza e usufruire del cavo, tanto che alla fine di questo primo tratto mi sento già spalle e braccia congestionate, ma è l’effetto dell’essere a freddo, magari per chi legge e si trova a farla, un po’ di riscaldamento per la parte superiore non guasta.
La ferrata è molto bella, tecnica, esposta, si è sempre attaccati alla parete, va su sempre a placche molto levigate e quasi ci resto male se ad un certo punto vedo una staffa ogni tanto, sarebbe meglio se non ci fosse proprio nulla, perché se c’è ti viene da usarla, mentre se non c’è vai su lo stesso e ti arrangi e per come la vedo io è molto meglio.
Molto bella l’ultima placca, è veramente uno spettacolo e sempbra di volare talmente è forte l’esposizione.
Terminiamo la ferrata in 1h e 30’, può sembrare poco ma è tutta verticale si arriva su subito, tanto è che il gps mi segna 400 mt. di dislivello e abbiamo diciamo camminato 500 mt. il che rende l’idea. Ci cambiamo, mangiamo e cominciamo la discesa tutta nel bosco. Bellissima ferrata che sicuramente credo rifarò di nuovo più volte.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 6,67 – dislivello 748 mt. – solo ferrata 400 mt.

venerdì 13 novembre 2015

12.11.2015 – Ferrata Gamma 2

Sono partito alle ore 07.45, temperatura di 10°C, sereno.
Appuntamento con Vittorio al casello di Rovato alle 07:30, il tempo dei saluti e si parte, direzione Lecco ai Piani D’Erna. Parcheggiamo prendiamo un caffè, zaini in spalla e si parte. Siamo a 610 mt. pendiamo un sentiero che ci fa scendere fino ai 550 mt. e poi cominciamo la salita prima su un sentiero ciottoloso molto ampio e scivoloso, poi man mano si restringe e diventa più irto. Arriviamo all’attacco della ferrata a quota 1360 mt. un po’ stanchi e fa anche parecchio caldo, ferrata considerata una delle più difficili d'Italia.
All’inizio parte soft, sia chiaro, rispetto al grado di difficoltà che ha, tanto che mi sono divertito ad arrampicarmi sugli appigli e sulle roccette senza usare la catena, ma poi iniziano le prime placche verticali, con pochissimi appigli e staffe quasi inesistenti, dove è impossibile non usare la catena, infatti si inizia molto ad usare le braccia e in certi punti talmente forte è l’esposizione che oltre alla difficoltà la salita per com’è fatta inizia a spingerti fuori.
Meno male che dopo ogni placca pur lunga che sia ci sono delle cengie di raccordo talvolta anche molto lunghe, che arrivate alla placca successive, scorrono su sentiero trasversale alla parete fino al prossimo punto di risalita.
La scalata è molto divertente, ho goduto un sacco, specialmente alla fine quando affrontiamo il camino di cui avevo letto sulla recensione. Un camino di 30/40 mt. verticale, stretto e abbastanza difficile, sul quale me la sono spassata alla grande, poi a ¾ dello stesso sono posizionate delle staffe continue e avevo pensato che lo sforzo fosse finito e invece nonostante quelle si fatica parecchio lo stesso per arrivare su.
Una volta in cima abbiamo preso a destra, fatto una piccola discesa e poi due piccole creste su e giù per arrivare alla croce posizionata sopra il rifugio Azzoni, quota 1877 mt.. Li ci siamo cambiati, abbiamo mangiato, fatto qualche foto e poi giù lungo tutto il sentiero nr.1 che nella prima parte è davvero brutto, pieno di roccette, assolutamente non facile, poi prima di arrivare al punto dove abbiamo attaccato la ferrata abbiamo visto un paio di camosci, e poi giù fino all’autovettura.
E’ stata una bella giornata, e la ferrata è molto bella, peccato solo che a differenza delle altre ferrate ci sia troppo sbattimento da fare per raggiungerla, sennò non sarebbe male tornare a farla ogni tanto. Magari la prossima volta possiamo prendere la funivia e risparmiare energie.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 11,89 – dislivello 1421 mt. – solo ferrata 510 mt.

lunedì 9 novembre 2015

08.11.2015 – Ferrata Corna di Caspai

Sono partito alle ore 09.00, temperatura di 12°C, sereno.
Sono alle prese con questa ferrata che presenta delle difficoltà nel finale segnalate come estremamente difficili, con le quali non mi sono ancora misurato e ne ho una gran voglia.
Ho appuntamento a Lodrino (bs) dove c’è il bivio per andare a prendere la ferrata col mio nuovo amico Alessandro, conosciuto sul sito delle ferrate. Ci incontriamo come previsto poco prima delle 8:30, due chiacchiere per fare conoscenza, ripartiamo con le auto e andiamo a parcheggiare presso la trattoria segnalata come posto più favorevole. Partiamo e prendiamo il sentiero che ci porterà all’attacco.
Come al solito le salite che ci portano all’avvicinamento si presentano molto ripide e dure, considerando il caldo che era previsto io sono in pantaloncino corto ma ho la maglia lunga sopra la termica a mezze maniche e non appena arriviamo all’attacco, mi cambio e indosso la maglia a mezze maniche.
Iniziamo la ferrata che come al solito mi da molta adrenalina, partiamo da quota 1020 mt. ma dopo poco tempo, tranne qualche isolato passaggio, mi rendo conto che questa ferrata è tutto un traverso, un po’ noiosa a tratti, si va su è giù parecchie volte, tanto che non riusciamo a guadagnare mai quota.
Andiamo avanti per molto tempo, fermandoci qua e la nelle zone d’ombra perché il caldo si fa veramente sentire, mi sembra una giornata estiva, fino a quando non ci troviamo ad un bivio dove il cartello segna “percorso facile – easy way” e “percorso difficile – hard way”.
Ovviamente prendiamo la parte difficile, siamo venuti qua per questo e signori devo dire che se fino ad ora mi stavo quasi annoiando e addirittura avevo cominciato a pensare che si poteva andare da un’altra parte, qua la musica cambia totalmente.
Ci troviamo davanti ad un primo tratto fatto di traversi obliqui e tratti verticali, consecutivi, senza respiro, talvolta poco appigliati, anche se qua e la c’è qualche chiodo che aiuta, che ti costringono ad usare molto le braccia, tratti tutti molto esposti ma non ho nemmeno il tempo di guardare giù, però è uno spettacolo, questa è ferrata!! Prima di terminare questo primo tratto, su una parete che si sale in verticale trovo un esiguo ma comoda appoggio per i piedi, ne approfitto, mi fermo, mi aggancio col rinvio e riposo, nell’attesa di veder spuntare da sotto Alessandro e fare qualche foto.
Il secondo tratto è ancora peggio, meno appigli, sempre traversi obliqui e tratti verticali in sequenza senza respiro e con poche possibilità di sosta comoda, potrei anche fare sosta ma le forze ci sono ancora e vado avanti. Alla fine di questo tratto c’è una cengia erbosa, mi siedo a riposare e aspetto il mio socio e vedo che c’è una via d’uscita ma noi siamo temerari non molliamo, non mi sfiora nemmeno per un attimo l’idea di abbandonare.
Riprendiamo e attacchiamo il terzo tratto, che è lungo sempre come gli altri, ma mi sembra leggermente meno difficile tecnicamente, solo che a metà le forze sono finite, sono costretto ad usare il rinvio ogni 4-5 metri perché le braccia non reggono più, faccio persino fatica a staccare e riattaccare i moschettoni per superare i chiodi del cavo. Arrivo su e quando in lontananza vedo la croce e capisco che il quarto tratto è poca roba. Aspetto Ale e ripartiamo e in poco tempo siamo alla croce, quota 1393 mt., scriviamo un nostro pensiero sul libro di vetta, mangiamo e cominciamo la discesa. Arrivati all’auto una birretta e poi torniamo a casa, è stata una giornata fantastica sotto ogni punto di vista, ho conosciuto un nuovo amico, ho fatto dei tratti di ferrata con difficoltà che non avevo mai incontrato fin’ora e direi che li ho superati anche bene, il tutto condito da un clima più che primaverile.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 5,08 – dislivello 443 mt

giovedì 5 novembre 2015

05.11.2015 – Corsa, Lento con accelerazioni

Sono partito alle ore 09:30, temperatura di 15°C, sereno.
Sono partito lento e nonostante questo mi ha preso subito un dolore alla milza che mi ha costretto a stare al limite dei 5’/km poi dopo il km.3 ho accelerato fino al 4°km arrivando a toccare i 4’/km poi ho rallentato e mi ha fatto lo stesso effetto di quando un auto è ingolfata, che dai una bella accelerata e si libera.
Poi ho cercato di proseguire ad un’andatura costante e non troppo forte, e ne è venuta fuori una bella uscita ad un buon ritmo.
Togliendo i primi 3k e considerando dal 3°k al 13°k, ho coperto i 10k in 45’56” e visto che sto uscendo una volta a settimana circa devo dire che non è male.
Riepilogo della seduta:
Tot.KM 13,35 – Tempo 1h02’09” – media 4’39” Km/h”